Archive for the ‘Giornali di carta’ Category

“Conquiste del lavoro”, 18 settembre 2010

18 settembre 2010

[…] Tante le battute e gli episodi compiutamente comici (dico nel senso del genere letterario), ma il testo è attraversato da certe linee tristi, da un motivo cupo finanche dentro climi comicissimi. Ci pare che Sono l’ultimo a scendere porti con sé risultati preterintenzionali, intriganti in uno scrittore controlling come Mozzi, e ciò non significa che sia un libro poco riuscito, tutt’altro. […]

Leggi tutta la recensione di Francesco Pontorno.

“ll Giornale”, 10 agosto 2010

10 agosto 2010

[…] È sempre antipatico fare degli esempi individuali, ma nell’ultima stagione le innumerevoli recensioni positive destinate a un romanzo di Matteo Nucci, Sono comuni le cose degli amici (Guanda) – un insopportabile garbuglio, verboso e soporifero – hanno assorbito tesori di energia che sarebbe stato sensato dirigere altrove. Nel medesimo arco di tempo un volume straordinario per umorismo e intelligenza di Giulio Mozzi, Io sono l’ultimo a scendere (Mondadori) vendeva meno di tremila copie. […]

Leggi tutto l’articolo di Fabrizio Ottaviani.

“Il Messaggero”, 10 luglio 2010

10 luglio 2010

(Che poi, boh, vabbè, magari il prossimo libro lo faccio narrare da qualcun altro. L’articolo completo è qui).

“Calabria Ora”, 20 marzo 2010

5 aprile 2010

di Antonella Falco

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Quando vita e finzione si incontrano sui treni

12 marzo 2010

di Lisa Corva

[Questo articolo è apparso nel quotidiano di Trieste Il Piccolo giovedì 11 marzo 2010].

Qualche settimana fa Giulio Mozzi si è addormentato in treno. E quando si è svegliato si è accorto che gli avevano rubato il cellulare. Direte: che cosa ci interessa? Il punto è che Giulio Mozzi è uno scrittore, e che l’incidente assomiglia in modo bizzarro a uno dei buffi racconti del suo ultimo libro, Sono l’ultimo a scendere (Mondadori). Che sono, infatti, per la maggior parte ambientati sui treni italiani, Eurostar e regionali, compresa una tratta che chi parte da Trieste conosce bene: quella che va da Mestre a Milano. Mozzi, infatti, scrittore e consulente editoriale, vive a Padova; ma, a quanto pare, vive molto anche nei non propriamente comodi vagoni delle Ferrovie dello Stato. Proprio in treno è ambientato il racconto di una signora, cui lei racconta che le voci che sente uscire dalla grata del condizionatore sono gli spiriti di chi si è suicidato sui binari… Ha letto per caso il libro? Si è vendicata? «Quella signora, come tanti personaggi di romanzi e racconti, ha un problema: non esiste. Quindi non so come potrebbe scrivermi o vendicarsi. D’altra parte, anni fa, un tizio mi mandò una cartolina per dirmi che aveva incontrato il personaggio d’un mio racconto – un professore pazzo che, nel racconto, andava in giro per gli argini del Po emiliano impartendo lezioni a chiunque incontrasse. Eppure anche quel personaggio non esisteva. Quindi non si può escludere nulla…».

Continua a leggere.

“Il Sole / 24 ore”, 6 dicembre 2009

10 dicembre 2009

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“Alias”, 7 novembre 2009

7 novembre 2009

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“La Voce dell’Isola”, ottobre 2009

30 ottobre 2009

[…] Questo è il nostro tempo. Sta tutto qui, in questa gente che appare e si dissolve, che fende fugacemente giorni mobili. […]

di Veronica Tomassini

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“il manifesto”, 25 ottobre 2009

25 ottobre 2009

Divertente spaccato di bêtise tutta italiana

L’articolo di Gilda Policastro si può leggere qui.

“Tuttolibri / La Stampa”, 24 ottobre 2009

24 ottobre 2009

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