Archivio dell'autore

“Conquiste del lavoro”, 18 settembre 2010

18 settembre 2010

[…] Tante le battute e gli episodi compiutamente comici (dico nel senso del genere letterario), ma il testo è attraversato da certe linee tristi, da un motivo cupo finanche dentro climi comicissimi. Ci pare che Sono l’ultimo a scendere porti con sé risultati preterintenzionali, intriganti in uno scrittore controlling come Mozzi, e ciò non significa che sia un libro poco riuscito, tutt’altro. […]

Leggi tutta la recensione di Francesco Pontorno.

il milanés

12 agosto 2010

Sono al parco Montanelli come migliaia d’altri, mi son portato la copertina da parco e sono coricato in penombra. Sto leggendo il libro di Giulio Mozzi Sono l’ultimo a scendere (Mondadori). A pagina 80 c’è un racconto intitolato Milano, cerco di leggerlo ma c’è confusione: un gruppo di ragazzini gioca a pallone, una coppia che litiga e un gruppetto di persone di col0re che parlano una specie di inglese discutendo animatamente. Ad un certo punto due di questi alzano la voce sempre più in un botta e risposta finché… (continua)

“ll Giornale”, 10 agosto 2010

10 agosto 2010

[…] È sempre antipatico fare degli esempi individuali, ma nell’ultima stagione le innumerevoli recensioni positive destinate a un romanzo di Matteo Nucci, Sono comuni le cose degli amici (Guanda) – un insopportabile garbuglio, verboso e soporifero – hanno assorbito tesori di energia che sarebbe stato sensato dirigere altrove. Nel medesimo arco di tempo un volume straordinario per umorismo e intelligenza di Giulio Mozzi, Io sono l’ultimo a scendere (Mondadori) vendeva meno di tremila copie. […]

Leggi tutto l’articolo di Fabrizio Ottaviani.

“Sul romanzo”, 6 luglio 2010

15 luglio 2010

Dopo aver letto questo libro, vi prenderà un desiderio irrefrenabile di citofonare a casa dell’autore.

Leggi qui tutta la recensione di Chiara Dell’Acqua apparsa in Sul romanzo.

“Il Messaggero”, 10 luglio 2010

10 luglio 2010

(Che poi, boh, vabbè, magari il prossimo libro lo faccio narrare da qualcun altro. L’articolo completo è qui).

“Pupi di zuccaro”, 30 giugno 2010

30 giugno 2010

[…] Appena metti a leggerlo, questo sembra un libro da niente: molto piacevole, per carità, ma niente di che. Dopo che lo finisci, però, dopo numerose risate, ti resta addosso qualcosa. Con la sua scrittura minimale, il suo gusto per i toni smorzati, i siparietti surreali, le ellissi e il non-detto, Giulio Mozzi riesce a raccontare un mondo. Un’atmosfera, una condizione di vita. Proprio come fanno i grandi scrittori. […]

Leggi qui tutta la recensione di Nino Fricano apparsa in Pupi di zuccaro.

“Tuononews”, 21 aprile 2010

21 aprile 2010

di Romano Augusto Fiocchi

Mozzi è nato a pochi chilometri da Padova e vive a Padova. Ma abita anche nel web. Anch’io, infatti, non l’ho conosciuto di persona ma via Internet. Avrei potuto incontrarlo e stringergli la mano a Torino, lo scorso anno, in occasione della Fiera del Libro. Giulio Mozzi mi aveva prontamente rilasciato il suo numero di cellulare. Ma impegni miei e suoi non hanno fatto coincidere le nostre presenze.

Continua a leggere l’articolo in Tuononews
.

Rendiconto 2009

11 aprile 2010

di giuliomozzi

Al 31 dicembre 2009 (è arrivato in questi giorni il rendiconto di Mondadori) risultavano stampate 6.175 copie di Sono l’ultimo a scendere; 123 disperse tra omaggi e scarti; 2.790 vendute (dall’editore ai librai: questo numero comprende anche le copie tuttora in giacenza presso le librerie); 3.252 giacenti. I diritti d’autore generati dal venduto consistono in 7.444 euro; considerato che l’anticipo è consistito in 15.000 euro (ossia in 13.500 euro lordi, essendo il 10% dovuto all’agente; e tolte le tasse, circa 11.000 euro netti), e che 74,40 euro sono a mio carico per i bollini Siae, al 31 dicembre 2009 io ero in debito verso Mondadori per 7.556 euro. Speriamo bene.

“Calabria Ora”, 20 marzo 2010

5 aprile 2010

di Antonella Falco

(more…)

Quando vita e finzione si incontrano sui treni

12 marzo 2010

di Lisa Corva

[Questo articolo è apparso nel quotidiano di Trieste Il Piccolo giovedì 11 marzo 2010].

Qualche settimana fa Giulio Mozzi si è addormentato in treno. E quando si è svegliato si è accorto che gli avevano rubato il cellulare. Direte: che cosa ci interessa? Il punto è che Giulio Mozzi è uno scrittore, e che l’incidente assomiglia in modo bizzarro a uno dei buffi racconti del suo ultimo libro, Sono l’ultimo a scendere (Mondadori). Che sono, infatti, per la maggior parte ambientati sui treni italiani, Eurostar e regionali, compresa una tratta che chi parte da Trieste conosce bene: quella che va da Mestre a Milano. Mozzi, infatti, scrittore e consulente editoriale, vive a Padova; ma, a quanto pare, vive molto anche nei non propriamente comodi vagoni delle Ferrovie dello Stato. Proprio in treno è ambientato il racconto di una signora, cui lei racconta che le voci che sente uscire dalla grata del condizionatore sono gli spiriti di chi si è suicidato sui binari… Ha letto per caso il libro? Si è vendicata? «Quella signora, come tanti personaggi di romanzi e racconti, ha un problema: non esiste. Quindi non so come potrebbe scrivermi o vendicarsi. D’altra parte, anni fa, un tizio mi mandò una cartolina per dirmi che aveva incontrato il personaggio d’un mio racconto – un professore pazzo che, nel racconto, andava in giro per gli argini del Po emiliano impartendo lezioni a chiunque incontrasse. Eppure anche quel personaggio non esisteva. Quindi non si può escludere nulla…».

Continua a leggere.