Fiera

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Sono alla fiera Più Libri Più Liberi, a Roma. Mi aggiro.
Una ragazza ferma in un angolo, con un libro in mano, mi dice: “Avrebbe un minuto?”.
“Dica”, dico.
La ragazza è l’autrice del libro che tiene in mano. Comincia a parlarmi del libro. Lei ha trovato un vecchio quaderno di suo nonno – riprodotto fotograficamente nelle prime pagine del libro -, una specie di breve autobiografia; lo ha tradotto dal dialetto in cui è scritto e poi, se capisco bene, lo ha continuato risalendo nel tempo fino ai giorni nostri.
Prendo il libro. Lo sfoglio.
“C’è una cosa che non capisco”, dico. “Dov’è che finisce il testo che lei ha preso da suo nonno, e dov’è che comincia quello scritto da lei”.
“Non capisco”, dice la ragazza.
“Mi par di capire che il testo scritto da suo nonno arrivi fin qui”, le dico aprendole davanti la pagina con l’indice, e segnando un punto, “e che da qui cominci la parte scritta da lei, giusto?”.
La ragazza sembra perplessa.
“Senta”, dice, “se il libro vuole leggerselo così in piedi, invece di acquistarlo…”.
“Ho capito”, dico. “Il libro non mi interessa”. Glielo ficco in mano. “Arrivederci”.

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4 Risposte to “Fiera”

  1. cletus Says:

    si chiama book on demand.

    “…e più non dimandare”. (Dante, Inferno, …credo)

  2. Marco Crestani Says:

    Mi è capitata una cosa simile in una Mostra del libro locale in cui c’erano degli autori che proponevano (in certi casi quasi imponevano) dei loro libri autoprodotti.

  3. Stan Says:

    Ah, ma si fa così?

  4. Marco Crestani Says:

    La cosa che mi ha colpito di più è che tu te ne stai tranquillo a guardare i libri (quelli tradizionali) come se fossi in libreria e ti accorgi che, oltre al solito bancone, c’è anche un tavolino con delle pile di libri tutti uguali. A un certo punto ti senti dire: “Buongiorno. Mi presento. Sono io l’autore di questi. E’ un bel regalo di Natale, sa?”

I commenti sono chiusi.


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