Archive for dicembre 2009

“Il Sole / 24 ore”, 6 dicembre 2009

10 dicembre 2009

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BookAvenue, 9 dicembre 2009

10 dicembre 2009

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Fiera

8 dicembre 2009

Sono alla fiera Più Libri Più Liberi, a Roma. Mi aggiro.
Una ragazza ferma in un angolo, con un libro in mano, mi dice: “Avrebbe un minuto?”.
“Dica”, dico.
La ragazza è l’autrice del libro che tiene in mano. Comincia a parlarmi del libro. Lei ha trovato un vecchio quaderno di suo nonno – riprodotto fotograficamente nelle prime pagine del libro -, una specie di breve autobiografia; lo ha tradotto dal dialetto in cui è scritto e poi, se capisco bene, lo ha continuato risalendo nel tempo fino ai giorni nostri.
Prendo il libro. Lo sfoglio.
“C’è una cosa che non capisco”, dico. “Dov’è che finisce il testo che lei ha preso da suo nonno, e dov’è che comincia quello scritto da lei”.
“Non capisco”, dice la ragazza.
“Mi par di capire che il testo scritto da suo nonno arrivi fin qui”, le dico aprendole davanti la pagina con l’indice, e segnando un punto, “e che da qui cominci la parte scritta da lei, giusto?”.
La ragazza sembra perplessa.
“Senta”, dice, “se il libro vuole leggerselo così in piedi, invece di acquistarlo…”.
“Ho capito”, dico. “Il libro non mi interessa”. Glielo ficco in mano. “Arrivederci”.

Giornalista

4 dicembre 2009

“Dunque, signor Mozzi”, dice il giornalista, “Sono l’ultimo a scendere è il suo ultimo libro”.
“No”, dico. “E’ il terz’ultimo. Dopo sono usciti Corpo morto e corpo vivo: Eluana Englaro e Silvio Berlusconi, per Transeuropa, e (non) un corso di scrittura e narrazione per Terre di Mezzo”.
“Ma quando è uscito Sono l’ultimo a scendere?”, dice il giornalista.
“Il 22 settembre”, dico.
“Di quest’anno?”, dice il giornalista.
“Sì”, dico.
“E gli altri?”, dice il giornalista.
“Rispettivamente il 4 novembre e il 10 novembre”, dico.
“Sempre di quest’anno?”, dice il giornalista.
“No, dell’anno prossimo”, dico.
“Ah, devono ancora uscire, allora”, dice il giornalista.
“No”, dico. “Sono già usciti. Dicevo dell’anno prossimo per scherzare, perché mi pareva ovvio che si tratta di quest’anno”.
“Signor Mozzi”, dice il giornalista, “non cerchi di confondermi. Questi libri sono usciti o no?”.
“Sì”, dico. “Sono usciti. Tutti e tre”.
“Però, dai titoli”, dice il giornalista, “mi pare che non siano opere narrative”.
“Non lo sono”, dico. “Anche se almeno Corpo morto e corpo vivo è sicuramente un libro letterario”.
“Nel senso che parla di letteratura?”, dice il giornalista.
“No”, dico. “Nel senso che è un libro nel quale, per parlare di una questione d’attualità, uso le risorse della letteratura”.
“E quali sono le risorse della letteratura?”, dice il giornalista.
“La retorica, l’immaginazione”, dico.
“Però non è un romanzo”, dice il giornalista.
“No”, dico. “Non lo è”.
“Mentre Sono l’ultimo a scendere è un romanzo”, dice il giornalista.
“No”, dico. “E’ una selezione dal mio diario in rete”.
“Che però si legge come un romanzo”, dice il giornalista.
“Tutti i libri si leggono come i romanzi”, dico.
“Cosa intende dire?”, dice il giornalista.
“Si comincia dal principio, si va verso la fine”, dico, “e nel frattempo si leggono tutte le parole che sono scritte in mezzo”.
“Non mi prenda in giro, signor Mozzi”, dice il giornalista. “Il fatto è che Sono l’ultimo a scendere è la sua ultima opera narrativa”.
“Sì”, dico.
“Allora per me Sono l’ultimo a scendere è il suo ultimo libro“, dice il giornalista.
“Per me no”, dico.
“Signor Mozzi”, dice il giornalista, “viviamo in una società pluralista. Non se n’è mai accorto?”.

Presentatore

3 dicembre 2009

Il presentatore, prima che la presentazione cominci, mi domanda:
“Ma queste storie che racconti qui, sono vere?”.
“Una sola è vera”, dico.
“Quale?”, dice il presentatore.
“C’è scritto nell’introduzione”, dico.
“Quale introduzione?”, dice il presentatore.
“Quella che c’è nel libro”, dico. “All’inizio”.
Il presentatore sfoglia il libro. Legge la, peraltro brevissima, introduzione.
“E quindi tutti questi racconti sono inventati”, dice.
“Sì”, dico.
“Ma inventati di sana pianta?”, dice il presentatore.
“Oddio”, dico. “Si fa sempre uso della propria esperienza di vita. Anche se si raccontano storie di draghi e alieni”.
“Cominciamo”, dice il presentatore.
Ci accomodiamo, aspettiamo qualche minuto finché le persone si siedono.
“Buonasera”, comincia il presentatore. “Questo libro di Giulio Mozzi, Sono l’ultimo a scendere, è una raccolta di storie vere”.