[...] È sempre antipatico fare degli esempi individuali, ma nell’ultima stagione le innumerevoli recensioni positive destinate a un romanzo di Matteo Nucci, Sono comuni le cose degli amici (Guanda) – un insopportabile garbuglio, verboso e soporifero – hanno assorbito tesori di energia che sarebbe stato sensato dirigere altrove. Nel medesimo arco di tempo un volume straordinario per umorismo e intelligenza di Giulio Mozzi, Io sono l’ultimo a scendere (Mondadori) vendeva meno di tremila copie. [...]
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